Le ultime sul giallo del delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi: la possibile svolta relativa all’indagato Andrea Sempio.
Dopo la durissima querelle che ha visto, nell’ambito del caso del delitto di Garlasco e dell’omicidio Chiara Poggi, essere coinvolti la famiglia Cappa e l’avvocato Antonio De Rensis, con tanto di “uscita” sul proprio cellulare, ecco che l’attenzione è tornata su Andrea Sempio e sulla perizia psichiatrica richiesta nei suoi confronti dall’espereto Catanesi. Sul tema ha voluto fare chiarezza Angela Taccia, legale di Sempio.

Delitto di Garlasco: Sempio e la perizia psichiatrica
La difesa di Andrea Sempio ha scelto una linea precisa sulla perizia psichiatrica richiesta dal professor Roberto Catanesi, consulente della Procura di Pavia. A spiegare le ragioni del rifiuto è stata l’avvocata Angela Taccia, intervenuta in diretta durante la trasmissione “Quarto Grado”. Sempio è l’unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.
Secondo la legale, sottoporre l’assistito a una valutazione psichiatrica non rientra nella strategia difensiva. Il punto, ha chiarito Taccia, è evitare qualsiasi soluzione che possa portare a una riduzione o a un’esclusione della pena attraverso il riconoscimento di un’eventuale infermità o semi-infermità mentale. L’obiettivo della difesa sarebbe invece arrivare a un proscioglimento o, eventualmente, a un’assoluzione.
La posizione viene quindi presentata come una scelta di principio e non come un espediente processuale. La difesa, ha spiegato Taccia, non intende puntare su soluzioni intermedie né ricorrere a quello che la stessa avvocata definisce una possibile “scorciatoia”.
La spiegazione sul “no” di Sempio: parla la Taccia
Alla base del rifiuto ci sarebbe anche una ragione legata alla storia personale e clinica di Sempio. Per il suo team difensivo, infatti, il percorso di vita dell’indagato e la documentazione sanitaria disponibile non evidenzierebbero alterazioni delle sue funzioni cognitive o volitive.
La legale ha inoltre ribadito che Sempio è sempre stato considerato dalla difesa una persona pienamente lucida. Secondo questa ricostruzione, non sarebbe mai stato ritenuto affetto da disturbi psichiatrici né considerato socialmente pericoloso.
La linea difensiva appare dunque molto netta: “Siamo sicuri”. Di fatto la decisione è quella di respingere l’ipotesi di una fragilità mentale e puntare a un giudizio pieno, senza fare affidamento su eventuali attenuanti legate alle condizioni psichiche.